Serra del Frassino e Valle delle Neviere

Bordo di una neviera
La Pizzuta (m 1333) è la punta più alta dei "Monti di Palermo" e forma, insieme alle cime adiacenti Maja e Pelavet (m 1279) e Serra del Frassino (m 1310), un gruppo di rilievi che racchiudono l'ampia ed erbosa Valle delle Neviere, orientata a Nord. Questo orientamento, e le quote intorno a m 1300, che chiudono tutte le esposizioni eccetto quella settentrionale, determinano un clima locale fresco e umido tutto l'anno e la concentrazione delle precipitazioni invernali.
Rudere della Casa Neviera
Quest'area è anche il luogo nelle vicinanze di Palermo in cui in inverno si accumula più neve e si conserva per più tempo. Quest'ultima proprietà, fino a non moltissimi anni fa, era sfruttata per la produzione di ghiaccio da usare nei mesi primaverili ed estivi. In inverno si raccoglieva e pressava la neve all'interno di conche costruite appositamente per questo scopo: le neviere. Il versante ovest della Pizzuta, a circa m1250 di quota, ospita una piccola popolazione di agrifoglio (Ilex aquifolium).
Ilex aquifolium
L'agrifoglio è pianta che necessita di clima umido e tollera soltanto un breve intervallo di aridità estiva. La sua presenza testimonia, se non altro, che l'umidità nel corso dell'anno, in questa località, è simile a quella che si può riscontrare a quote simili sulle Madonie e sui Nebrodi dove la pianta si presenta con popolamenti di maggiore consistenza. Gli agrifogli sono considerati piante "arcaiche", laurifille che appartengono ad una flora europea di clima caldo-umido che era dominante prima delle oscillazioni climatiche fredde del Pleistocene. Oggi queste piante sono solo localmente abbondanti, come sottobosco di querceti e faggete, ed in Sicilia trovano la loro ideale fascia altitudinale tra le quote m 1300 e m 1500.
Versante nord della Pizzuta
Tra le altre piante che confermano il microclima fresco locale, c'è anche un sorbo a foglia intera (Sorbus graeca (Spach) Kotschy) che è pianta sporadica tra i faggi o sui brecciai delle Madonie e qui cresce, davvero isolata, all'ombra delle pareti di roccia della Pizzuta esposte a Nord, sul versante rivolto a settentrione della Valle delle Neviere. Alla base del rilievo di Maja e Pelavet è la Portella della Ginestra (m 850), luogo noto per la strage operata nel 1947 dalla banda Giuliano contro la folla che si radunava per la festa dei lavoratori del I° maggio. La portella (è una sella) separa il rilievo di Maja e Pelavet dal Monte Kumeta (m 1099), altra cima interessante del comprensorio, soprattutto per i calcari mesozoici che la costituiscono e che conservano, tra le altre cose, tracce sedimentarie di una antica fase di emersione dal mare e successivo riaffondamento. Tracce come queste sono molto utili per affinare le ricostruzioni paleogeografiche del Mediterraneo.
Valle dello Jato dalla Serra del Frassino
Il panorama da questi rilievi è molto vasto, comprende ad est la piana di Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela con l'imponente mole della Rocca Busambra sullo sfondo, la Valle dello Jato ed ovest circondata a nord dai rilievi del gruppo di Pizzo Mirabella e a sud da quelli di Monte Jato, la Valle dell'Oreto a Nord.

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