Pian Marino - Finalborgo (Liguria)

Hepatica nobilis
All'inizio di marzo, all'ombra dei boschetti mediterranei, nelle piccole valli che separano le balze rocciose calcaree intorno al centro abitato di Finale Ligure (Savona), fiorisce una piccola anemone blu, l'Hepatica nobilis. Non è una rarità botanica, è presente in tutta Europa e nelle regioni italiane manca soltanto nelle isole. Il percorso del sentiero n 410 inizia dal Borgo di Finale, grazioso centro di origine medievale, non supera di molto la quota 300 m s. l. m. e la vegetazione arborea ed arbustiva che attraversa è marcatamente mediterranea e sempreverde, affine a quella della Corsica, con leccio, roverella, lentisco, ginestra, corbezzolo, erica e cistaceae. La mitezza del clima favorisce la fruizione turistica e sportiva anche nei mesi invernali e l'area è conosciuta in tutto il mondo per le vie di arrampicata sportiva. Le aree più antropizzate, in basso, sono terrazzate e coltivate ad ulivo, agrumi o rosacee da frutto. La coltivazione degli agrumi è favorita dall'abbondanza di corsi e sorgenti d'acqua delle valli liguri.
Rocche calcaree sopra Pian Marino
Interessante, per la storia naturale, è la cosiddetta Pietra di Finale, una successione di rocce carbonatiche depositatesi dall'Oligocene sup. al Miocene medio (20-10 milioni di anni fa), descritta dal geologo Issel, (1885,1886), come "una pila di grossi strati regolarissimi, adagiati sul dorso delle colline triassiche, con lieve inclinazione verso mezzogiorno". Issel spiega l'inclinazione verso sud con una maggiore velocità di sollevamento della parte settentrionale. La Pietra di Finale propriamente detta è una roccia calcarea prevalentemente bioclastica (formata da frammenti di gusci carbonatici di animali marini), depositatasi in ambiente neritico (mare poco profondo vicino alla costa) con una tipica cenosi fossile di "coralli e codiacee (alghe calcaree). Localmente l'associazione fossile cambia insieme all'aumentare della frazione terrigena del sedimento ed è sostituita da un’associazione a balanidibriozoi e molluschi. La componente terrigena aumenta per apporto di sedimenti portati in mare dai corsi d'acqua. La "Pietra di Finale" propriamente detta poggia su altre rocce carbonatiche terziarie depositatesi tra l'Oligocene sup ed il Miocene inf., rocce costituite da sabbie quarzose, conglomerati e brecce sterili e da depositi marnosi fossiliferi.
Nostra Signora di Loreto o
 dei cinque campanili
Per chi è interessato alla storia, oltre al Borgo di Finale o Finalborgo, il percorso raggiunge anche le Rocche difensive di Castel San Giovanni e Castel Govone e la piccola Chiesa di Nostra Signora di Loreto detta "dei cinque campanili".

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